Giuseppe Rago

Il bello dei pianeti è che non bisogna inventarli. Esistono già, basta che ci sia qualcuno in grado di scoprirli. Non è facile: servono abilità e capacità, un occhio allenato, e quel lampo di comprensione improvvisa che intuisce qualcosa di nuovo sotto la superficie opaca dell’abitudine. Non tutti ne sono capaci: ma chi riesce a scoprirli per primo, li rende improvvisamente visibili a tutti. Per il Consorzio è stato lo stesso: non era necessario inventare nulla, ma serviva un’intuizione geniale. Quella di una soluzione che facesse incontrare domanda e offerta, risolvendo il problema di un mercato in crisi. Il Consorzio 452 b è un pianeta, e a scoprirlo è stato Giuseppe Rago: manager e imprenditore, ingegnere e docente universitario, runner e motociclista. Ma, prima di tutto, instancabile osservatore e scopritore di nuovi format di business, il trascinatore di entusiasmi che è riuscito a riunire in una squadra di eccellenza i singoli consorziati.
«Sono uno di quelli che si innamorano delle idee, e fanno di tutto per trasformarle in azione. E con il Consorzio è successo proprio così: da più parti mi era arrivata la richiesta di pensare a qualcosa di innovativo per un settore in crisi. Io volevo togliere l’opacità che di solito c’è in questo mercato, realizzando qualcosa di nuovo. Qualcosa che garantisse costi competitivi, efficienza, trasparenza, e la capacità di sintetizzare in un’unica realtà visioni diverse e complementari: ed è questa la motivazione più sincera per l’esistenza del Consorzio, dove il lavoro nasce dal gruppo e dalla contaminazione di esperienze».